Immagini scorrono davanti agli occhi e un sorriso che profuma di malinconia spunta sul volto. Ricordi freschi fanno vibrare il cuore mentre tutto mi appare ancora così irreale.
Sì, perchè per tre anni questa è stata la mia realtà ed ora non mi sembra vero che non vedrò più il sole fare capolinea sul chiostro illuminando quei sottili fili d’erba che sognamo di dominare, che non vedrò più quel centinaio di colleghi raccolti nella stessa aula, che non ci saranno più colazioni di massa e pranzi in mensa, che non ci saranno più ore ed ore seduti nei chiostri a ridere, a scherzare, a progettare, a sognare, a supportarci e, anche, a sopportarci.
Volti. Tanti volti appaiono nella mia mente.
Volti di persone amiche, di conoscenti e di chi mi è ancora sconosciuto.
Volti così diversi dal mio eppure così simili.
Volti che non posso e non voglio perdere e dimenticare.
Volti che rappresentano i più begli anni della mia vita.
Grazie a tutti voi per avermi accompagnato in questo viaggio, tutti mi avete regalato qualcosa ed ognuno di voi avrà un posto qui, nel mio cuore, per sempre.
Sorrido pensandovi e sussurro che questa non è la fine.
Le cose non finiscono, evolvono.

Grazie a tutti, di cuore.

Stanca, a tratti ansiosa e nervosa. Tante sfide si presentano davanti a me, anzi ne sono circondata su ogni lato; si cerca di affrontare una cosa alla volta, con quanta più serenità è possibile.
Intanto domani: esame di organizzazione aziendale. Spero nel Miracolo. Già, speriamo in bene.

Progettare e sognare. Sognare, sognare, sognare e, sì, ancora sognare. Ad occhi aperti. E vedere che forse potrebbe funzionare veramente, che le idee fioccano, scoprire che condividere con un Amico è ancora più bello e rendersi conto che era tanto tempo che non si sentiva quella voglia di fare, che ora ti senti ancora una sognatrice, come quando a quindici anni dipingevi il tuo futuro.
Si può fare. Si farà. E si riuscirà.
Tuttavia, al momento, i piedi devono rimanere fermamente a terra per affrontare la quotidianità fatta di esami all’università: si comincia martedì. Non mi sento pronta come dovrei e vorrei… Spero nel Miracolo. Speriamo in bene.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
Il più delle volte è solo una questione di prospettiva, bisogna decidere se focalizzarsi sui lati deludenti e preoccupanti oppure godere di quelli felici ed unici che la vita ti dona. Nella vita non è mai tutto rosa o tutto nero; certo, a volte, le tracce dell’altro colore sembrano introvabili, ma ci sono sempre nascoste da qualche parte… Basta sistemare la lente di ingrandimento con cui si osserva e ci si accorge che, anche quando tutto sembra prendere una piega inaspettata e almeno apparentemente infelice, c’è un qualcosa che ti permette d’alzarti al mattino e, inevitabilmente, sorridere. A volte per il mondo è molto poco, ma per te è tutto - ed è questo quel che conta.
In fondo tutto è davvero solo una questione di prospettiva. Ed io ho deciso che voglio che il mio bicchiere sia mezzo pieno ed ho intenzione di versare ancora dell’acqua fino a quasi farlo traboccare.

Io aspetto.

Appoggia la propria mano sulla sua e la guarda negli occhi, sorride. Lei sorride di rimando. Si avvicinano e si baciano fra applausi e approvazione degli amici e parenti. Si imbarazzano, come due adolescenti scoperti ad amarsi.
Ridono, brindano e si sorridono nuovamente. Negli occhi l’uno dell’altro vedono solo tutti quei momenti d’amore vissuti insieme; si scordano delle discussioni per quando lui cucina mentre lei si dà al decoupage, per quando lei aiuta le figlie coi compiti mentre lui è seduto sul divano a vedere una partita, si scordano di tutte le volte in cui si sono urlati parole che non pensavano. Vedono solo l’uno e l’altro. Sono ancora loro, quei due giovani che si sono conosciuti appena adolescenti, quei due giovani adulti che venticinque anni fa hanno deciso di promettersi amore eterno. Solo loro.
Li osservo, in silenzio. Spostando lo sguardo alla finestra, al sole tiepido che illumina la giornata, mi rendo nuovamente conto che non so come si possa fare a trascorrere metà della propria vita con una persona al proprio fianco; e ciò che più mi spaventa è che non so neanche se ne sarei mai capace… Ma ho una certezza: nutro la speranza che un giorno il mio cuore possa trovare una persona con cui vivere almeno un momento di quell’Amore che loro oggi stanno festeggiando.

uni.jpg

Un sacchetto di cannucce. Nastro adesivo per pacchi. Un uovo fresco.
30 minuti di tempo per creare un portauovo infrangibile e ideare uno spot pubblicitario.
Nasce Ovo-Pack.
Crash test: lancio del portauovo, con l’uovo all’interno, da un’altezza di due metri. Ovo-Pack supera brillantemente la prova!

Momenti di panico, momenti di degenero, risate a più non posso, fotografie con Ovo-Pack… Decisamente una mattinata bellissima ed indimenticabile.

Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me.
Voglio buttarmi per cadere verso l’alto.

“Un posto nel mondo”, Fabio Volo.
Nei miei occhi non vedevo più Milano. Io vedevo New York. Mi vedevo vivere lì, lavorare lì, essere felice ed indipendente, lì. Camminavo verso casa sentendo un vortice di adrenalina scorrere in me, camminavo ansiosa di spiegare del bando, camminavo sorridendo in modo smisurato, come se fossi già lì.
Ma io lì non ci sono e non ci sarò a breve. E fa male.
Il sogno si allontana, ancora. L’acronimo U.S.A. diventa ancora una volta Un Sogno Ancora. E fa male.
Fa male addormentarsi sognando gli USA e svegliarsi sapendo che non vedrai il sole sorgere da quel lato del globo ancora per un bel pò.
Il sogno viene nuovamente rimandato per via di alcune ragioni - qualcuna giustificabile, altre comprensibili ed altre intollerabili. Eppure ti convinci che non fa niente, inghiottisci il tutto nonostante sia tremendamente pesante per il cuore e rimandi il giorno in cui ti sveglierai e capirai che non hai solo sognato perchè sei davvero negli Stati Uniti.

Someday it’s gonna be my turn.

Tutto già visto. Tutto. E niente sembra cambiato.
Lo voglio davvero? Perchè ritentare? Perchè dovrei imbarcarmi in qualcosa di cui so già che sarei stanca solo ventiquattr’ore più tardi?
Solo perchè ultimamente, alla sera, sdraiarsi nel letto freddo e non avere qualcuno a cui pensare mi pesa più del solito non è una buona ragione…
E’ che poi non dovrebbe essere così. E’ che l’Amore dovrebbe essere irresistibile, dovrebbe essere di più. E’ che poi non ci dovrebbero essere domande. Dovrei solo sentire. Lui dovrebbe sentire, ma non lo fa. Batte solo per tenermi in piedi ogni giorno, per portarmi avanti nelle giornate a fare quello che devo fare, ma sembra non sentire. Che il mio sia di ghiaccio? Comincio seriamente a credere di essere incapace di sentire.
Un pugno sul petto, ma niente cambia, sono solo ancora io che cammino, sola, per la strada. Io che faccio e disfo, ma che in questi giorni mi sento vuota e insoddisfatta guardandomi allo specchio. Io che sto temendo ogni giorno che mi porta verso la fine dell’università e l’incognita del mio domani. Io che non so cosa voglio. Io che non riesco a sentire.
Forse, per il mio domani, dovrei davvero prendere la strada meno indicata. Forse sbagliando, imparerei. Forse non sarebbe così sbagliato. Forse mi troverei. Forse sentirei.

Lost in translation?

Me




Alla ricerca del mio mondo.

I'm not a girl, not yet a woman

Non sono una ragazzina, non ancora una donna
Tutto quello di cui ho bisogno è tempo, un momento che sia mio mentre sono nel mezzo.
Non sono una ragazzina,
non c'è bisogno di proteggermi
è tempo che io impari a cavarmela da sola,
ho visto più di quanto immaginate ora, allora non ditemi di chiudere gli occhi.
Non sono una ragazzina,
ma se mi guardate attentamente
lo vedrete nei miei occhi:
questa ragazza troverà sempre la sua strada.



NICK ANCESTRALE

A quanto pare


My blog is worth $41,211.42.
How much is your blog worth?

Sono passati da qui

Non c'é nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri.

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.